Wednesday, December 31, 2014

Er Adim, monarca dello "sfintering"

E' l'intenzione che conta.
 

E non ci vuole una mente straordinaria per accorgersi 
che nella reclàme o come la si voglia chiamare, l'intenzione è per la maggior parte dei casi 
solo quella di vendere della merce ricavandone il massimo guadagno.
Qualsiasi conseguenza negativa, a breve o a lungo termine, purchè non danneggi la vendita viene ignorata.

Il marketing che impera da decenni andrebbe chiamato "sfintering" perchè tutto ciò che ingoia alla fine esce da uno sfintere sotto forma di denaro, e si sa, il denaro è anche chiamato "lo sterco del diavolo".
Commerciare non è in sè malvagio, tutt'altro, ma oltre dei limiti anche in questo caso, diventa patologia,  crimine e dannazione.
Questi individui che divorano vite e bellezza ed evacuano escrementi mercantili, nemmeno aventi le virtù del letame, ma parecchi vizi del veleno, vanno isolati e curati, esattamente come si fa come gli infettati da malattie contagiose e letali.
Siamo in un'evo di peste psicologica che sta mietendo vittime a centinaia di milioni, portandole alla tomba, ma attraverso una vita di merda.

Mi viene in mente il "Comma 22".

[Il paradosso del Comma 22 è un paradosso contenuto nel romanzo Catch 22 (letteralmente "Tranello 22" ma normalmente tradotto come "Comma 22") di Joseph Heller.

Il paradosso riguarda un'apparente possibilità di scelta in una regola o in una procedura, dove in realtà, per motivi logici nascosti o poco evidenti, non è possibile alcuna scelta ma vi è solo un'unica possibilità. Nella lingua inglese viene infatti comunemente citato con il significato di circolo vizioso.

Il libro, edito nel 1961, rappresentò una feroce critica alla struttura militare e alla guerra narrando le avventure di un gruppo di aviatori statunitensi adibiti ai bombardamenti in Italia durante la Seconda guerra mondiale. I regolamenti cui i piloti erano soggetti contenevano il Comma 22:

«"Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo".»
In realtà la norma sopra riportata non è mai esistita e, se lo fosse, sarebbe stata all'evidenza autocontraddittoria. cortesia wikipedia]

Quindi:

"Chi è pazzo può essere esonerato dal praticare lo "sfintering", ma chi  chiede d'essere esonerato dallo "sfintering" non è pazzo".

Marco Sclarandis



Tuesday, December 30, 2014

11.000.000.000.?

Io sto preparandomi ad accettare l'era della Grande Scelta Coatta.
Anche questa come una matrioska conterrà tante piccole scelte, più o meno obbligate.

Quand'anche s'aggiungessero altri tre o quattro miliardi di abitanti nei prossimi trent'anni, non vedo come potrebbero diventare delle persone, dato che già ora molte persone stanno rinunciando alla loro individualità per scendere nelle bolgie dove ci si trasforma unicamente in ottusi consumatori.
Una mucca al pascolo sembra un fine critico d'arte al confronto di uno qualunque di questi.
 

Può essere che il penultimo destino di Homo Sapiens sapiens fosse quello che ormai stiamo vivendo in massa, e che dopo questa generazione ne arrivino altre che riescano finalmente a liberarsi dell'ossessione per la crescita indiscriminata ed è questa immaginazione trascendente che mi sostiene.

Già mille anni fa c'era chi si chiedeva quanti angeli potessero ballare su di una capoccia di spillo, ma da sempre la Terra è sempre stata troppo piccola per un essere cacciato via da un fantastico giardino delle delizie.

Figuriamoci adesso che sappiamo come stanno un pò le cose in questo Universo.
C'è da essere furiosi, sebbene se lo avessimo dovuto creare noi stessi, non avremmo fatto di meglio.
 

Ad ogni modo, siccome deriviamo tutti da una funzione esponenziale che raggiunta la maturità ha acquisito la saggezza di trasformarsi in una curva disposta al ritorno allo zero, la speranza che si abbiano di nuovo giorni di gloria non è affatto vana.
Marco Sclarandis

Thursday, December 25, 2014

Buon san Fatale

Quando abbiamo preparato tutto per il meglio 
e predisposto tutto per evitare il peggio, che cos'altro possiamo fare ?
Possiamo sperare che ciò che avverrà avvenga secondo il nostro desiderio.

E, cosa che assomiglia all'arte dell'agricoltura, coltivare un sano fatalismo.

Non possiamo controllare tutto come nemmeno è vero che nulla è sotto il nostro controllo.
La Vita sta in bilico fra questi due estremi e più passano i milioni di millenni, più questa enigmatica verità rifulge come un fuoco di nomadi acceso nel deserto.

Ma, capire e quindi accettare ed in seguito mettere in pratica un sano fatalismo è un'arte difficile.
Il dubbio di  aver frainteso o ignorato gli indizi che l'Esistenza ci fornisce con bizzarra regolarità, per condurci fino al termine dei nostri giorni è sempre in agguato, come la tarma rifugiatasi nel comodino, pronta a rosicchiare il cardigan di cachemire giusto quando rimuoviamo la naftalina dall'armadio.

Ecco perchè elevo un pensiero a San Fatale, protettore di tutti i sani fatalisti.

Che da sempre ci hanno salvato dagli idealisti che, con la buona intenzione di riportare il Paradiso sulla Terra, hanno finito per installarvi per lunghi periodi degli inferni quasi perfetti.

Marco Sclarandis  



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Friday, December 19, 2014

Se vuoi che io veleggi




Quel tappo di sughero fasullo
tanto bello al tatto ed anche
per lo sguardo apposta fatto
a sé stesso abbandonato
quindi preda del risucchio
d’un qualunque scroscio d’acqua
in salsi flutti poi approdato
mi ha ingannato a pranzo
tu chè l’hai gettato
come ciliegio spande nòccioli
come fa pappo delicato di taràssaco
sappi che hai sbagliato
letali sono molti dei tuoi frutti
proprio per uno come me
che vive di pilucchi fra le onde
se ci tieni a vedermi veleggiare
libero come pure tu vorresti essere
riponi i tuoi pericolosi manufatti
chè basta un cestino od una tasca
un cassetto un cassonetto
e così tutti conviviamo in pace.

Marco Sclarandis

Thursday, December 18, 2014

Scala Mercalli - Climamoto



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Negli ultimi trent’anni ci siamo abituati, noi comuni mortali, a considerare l’entità dei terremoti con una unità di misura, la “Scala Richter”, fondata su delle misure dell’energia scatenata dal sisma ossservato.Abbiamo abbandonato la “Scala Mercalli”, che aveva una sua indubbia validità,ma era fondata su una valutazione più che altro soggettiva degli effetti e dei danni sismici.
Dal 28 febbraio e fino al 4 Aprile, “Scala Mercalli” tornerà alla ribalta,ma in un modo diverso.

“Scala Mercalli” sarà infatti un programma in sei puntate, su RAI 3, che si occuperà di un brusco movimento, non della crosta terrestre, ma di quella membrana eterea che ci avvolge da migliaia di anni  e ci dà un clima al quale siamo abituati.Il clima della Terra si è sempre evoluto, e anche di molto, ma noi, proprio noi esseri umani siamo riusciti, quasi senza accorgercene, a farlo evolvere così rapidamente e verso una direzione, che possiamo ormai dire di avere scatenato un “climamoto”.

“Scala Mercalli” cercherà di raccontare nel modo migliore come questo “climamoto” stia agendo sulle nostre vite, e come allo stesso tempo possiamo ripararci dalle scosse peggiori.“Scala Mercalli” cerchèrà di dimostrare quanto sia oggettivo il cambiamento climatico in atto, e quanto sia ancora soggettiva la reazione ad esso, da parte della maggioranza della popolazione planetaria.

E’il cambiamento climatico la vera matrioska che ingloba in sé tutti gli altri cambiamenti.
Demografici, economici, finanziari, politici, etici e sociali.

E’ sempre stato così, ma questa volta possiamo esserne proprio certi.
E certi che nella manovra ci abbiamo letteralmente messo il nostro fiato.

“Scala Mercalli” si rivolge a tutti, perché siamo stati tutti, chi più, chi meno,chi sapendo, chi ignorando, chi  credendoci o non credendoci, a fare delle quattro stagioni sui cinque continenti, anzi sei considerando gli oceani, un clima che i nostri discendenti potranno definire a ragione,
da “fine di un mondo”.

Dal 28 Febbraio al 4 aprile 2015, tutti i sabati, in prima serata su RAI
3, Scala Mercalli:

due ore di documentari, approfondimenti, interviste sul clima e l'ambiente e i cambiamenti della nostra società, sotto la guida di Luca Mercalli.

Marco Sclarandis


Tuesday, December 2, 2014

Mille e non più mille




Tutto il petrolio finora estratto e quello 
ancora estraibile equivale al volume 
di 7 laghi di Garda












Credit: http://www.gardaportal.it/img/mappa-localita.jpg

 Nell'arco di trent'anni tutto il petrolio che vale la pena d'estrarre per il suo contenuto d'energia 
potrebbe venire estratto.


Quello estraibile impiegando un quinto o di più, dell'energia che esso stesso contiene, 
sicuramente verrà lasciato al riposo eterno, perchè ormai qualsiasi genere d'energia rinnovabile
ha un rendimento (EROEI) maggiore.


Ma il petrolio è una materia prima difficilmente sostituibile ed è per questo motivo 
che si cercherà d'estrarlo fino all'ultima goccia.
In ogni caso la "fetida ambrosia oleosa" ha ormai dato il meglio che poteva dare, 
anche se ora ci rendiamo conto che siamo riusciti in cent'anni a spremerne del peggio, e in quantità,
è il caso di dirlo, industriali.


Sopravviveremo all'estinzione del petrolio?


Certamente, visto che ne abbiamo fatto a meno per decine e decine di migliaia di anni.
Se non altro, grazie anche a esso abbiamo imparato come viverne senza, sostituendolo.
La difficoltà, per usare un eufemismo, sta nell'abituarsi alla fine di questa cuccagna 
che ormai vediamo essere stata anche abbastanza maligna.
Se ci comporteremo come una ressa di scorpioni dentro una damigiana, 

lasceremo solo un po' d'ossa, 
molti rifiuti e un enigma agli archeologi, se mai ce ne saranno ancora.
Se invece saremo capaci finalmente di maturare, invece che di crescere senza freni e discernimento, 
allora possiamo fin d'ora immaginare i nostri discendenti appassionarsi alla nostra storia  
e anche a sorridere dei nostri tragicomici errori.

Marco Sclarandis



Tuesday, November 4, 2014

Implacabili spiriti aerei


Davvero fu stivato per noi 
quell’antico fulgore stellare 
come litica spugna imbevuta 
di balsamo riservato a monarca 
come scuro pane incendiario 
cibo destinato a pranzi d’eroi 
miliardi di salme e carcasse 
vissero solo per finire in oblio 
o mutate in ambrosia olezzosa 
in pietra che s’infuoca con l’aria 
in fiato che arde ma soffoca
sono risorte e insignite d’un nome 
siamo noi proprio quegli angeli 
che vi hanno spremuto ed estratto 
dalle tombe profonde di Gea 
per mutarvi in osanna a un Divino 
ora siete volo di ruggenti turbine 
torri alte dal deserto alle nubi 
velodromi per schianti di adroni 
cisterne per metalli pesanti in fusione 
siete anche orde d’umani sfrenati 
furenti per il conoscere limiti 
in un Cosmo che nasconde infiniti 
Voi tutti combustibili fossili 
vi abbiamo liberati nel vento 
perché ora ci ripagate dicendo 
siete solo schiocchi avidi esseri 
eravamo démoni morti e sepolti 
ora siamo implacabili spiriti aérei 
vi occorrerà molta più diabolica astuzia 
per sopravvivere sotto il nostro dominio.

Marco Sclarandis